Il sondaggio segreto che spaventa Berlusconi (e fa volare il M5S)

M5s: interventi parlamentari ma sole e caldo hanno la meglio

Un sondaggio «segreto», commissionato e ricevuto pochi giorni fa, avrebbe convinto Silvio Berlusconi a proporre nuovi leader per il suo partito, tra gli altri l’amministratore delegato di Fca Sergio Marchionne, oltre che candidati giovani e impegnati nella società civile. Non è una novità che l’ex premier faccia ricorso alle ricerche statistiche prima di prendere decisioni politiche. Ebbene, il sondaggio che l’avrebbe fatto saltare dalla sedia afferma che Luigi Di Maio, candidato premier in pectore del M5S, è il politico preferito dagli italiani in questo momento. Non solo. Al secondo posto ci sarebbe il deputato romano, sempre 5 Stelle, Alessandro Di Battista. Il segretario del Pd, Matteo Renzi, invece, sarebbe scivolato in quinta posizione. Dati parziali, filtrati dalle indiscrezioni che arrivano da Palazzo Grazioli.

Uno scenario che il Cavaliere non si aspettava, soprattutto dopo l’esito deludente per il MoVimento delle elezioni amministrative. Invece gli ultimi dati dimostrerebbero che i mancati ballottaggi a Genova e a Palermo non hanno fatto perdere consenso ai 5 Stelle. Sui singoli esponenti il trend segna una crescita rilevante della popolarità di Di Maio e Di Battista. Il primo rappresenta l’anima più istituzionale del «non partito», è vicepresidente della Camera. Il secondo ha un approccio più «movimentista»: ha girato l’Italia in lungo e in largo in scooter per sostenere il No al referendum costituzionale, ha dormito sul tetto di Montecitorio, sempre per difendere la Carta, s’è reso protagonista di mille battaglie in Aula.

Il sondaggio ha spinto Berlusconi a elaborare una strategia di comunicazione specifica: far apparire gli esponenti del MoVimento 5 Stelle come i «comunisti» del 1994. Proprio per non lasciare l’Italia a loro, disse nel celebre discorso della discesa in campo il 26 gennaio di 23 anni fa, si candidava alle elezioni, con l’obiettivo di cambiare l’Italia. Adesso la narrazione del Cavaliere segue lo stesso registro. Ha detto più volte che i 5 Stelle al governo distruggerebbero il Paese. A maggio scorso in un comizio per sostenere la candidatura di Allevi a sindaco di Monza, Berlusconi ha attaccato: «L’80% dei parlamentari di Grillo non ha mai presentato una dichiarazione dei redditi: vuol dire che sono senza né arte né parte. I due più visibili sono un fiume in piena perché sono fuori corso, non hanno preso mai nemmeno una laurea» ironizzava riferendosi a Di Maio e Di Battista. Vedremo se i sondaggi successivi gli daranno ragione.

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Informazioni su albertodimajo

Giornalista (lavora per il quotidiano Il Tempo). Appassionato di comunicazione politica e crostate. Laureato in Filosofia, ha scritto alcuni libri su MoVimento 5 Stelle, democrazia e casta. E' cultore della materia all'università Luiss.
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