Sui vitalizi ex deputati ed ex senatori si salvano a vicenda

deputato

È una storia tipicamente italiana. Una di quelle che sembrerebbe frutto della fantasia di un «genio del male» e che invece dimostra che spesso la realtà va oltre ogni previsione realistica. Ecco la vicenda. Alla fine di marzo la Camera dei deputati ha approvato un provvedimento per stabilire un contributo di solidarietà su tutti i vitalizi superiori a 70 mila euro all’anno. Non proprio un sacrificio. Infatti la riduzione è pari al 10 per cento della somma eccedente i 70 mila e fino agli 80, del 20 per cento per gli assegni che variano da 80 a 90 mila euro all’anno, del 30 per cento per quelli da 90 a 100 mila e del 40 per cento per i vitalizi che oltrepassano i 100 mila euro all’anno. Significa che se un ex deputato guadagna 71 mila euro dovrà versare 100 euro in un anno. Ovviamente il provvedimento ha suscitato molte polemiche, soprattutto da parte di quei partiti, MoVimento 5 Stelle in testa, che avevano proposto di cancellare o di rivedere totalmente i vitalizi. Ma è entrato in vigore da questo mese. Gli ex deputati hanno presentato ricorso e hanno dato mandato di rappresentarli all’avvocato (ed ex parlamentare) Maurizio Paniz. Proprio lui ha spiegato pochi giorni fa che «il contributo di solidarietà viola il principio di uguaglianza, sancito dalla nostra Costituzione. Perché gli ex deputati sì e i senatori, i parlamentari in carica e i vertici di altre amministrazioni dello Stato no?».

Se gli ex inquilini della Camera puntano sul fatto che i senatori non abbiano approvato lo stesso provvedimento di Montecitorio, gli ex del Senato basano la loro attesa proprio sui ricorsi presentati dai primi. La renziana Rosa Maria Di Giorgi, vicepresidente del Senato, è stata chiara: «Non abbiamo preparato nessun testo. Sulla delibera Sereni pendono già dei ricorsi di alcuni ex parlamentari. Attenderemo l’esito e poi valuteremo il da farsi». Un cortocircuito e, allo stesso tempo, una strategia che potrebbe consentire agli ex parlamentari di evitare l’esiguo contributo di solidarietà. Il 7 giugno si riunirà il Consiglio di giurisdizione della Camera, un organismo in cui siedono tre deputati (tra cui due renziani), che potrebbe sospendere la delibera di Marina Sereni (sempre Pd) che ha introdotto la riduzione. Ma prima di allora, il 31 maggio, andrà in Aula la proposta di legge presentata dal dem Richetti che chiede di ricalcolare i vitalizi con il sistema contributivo (come per le pensioni degli altri italiani). Se passasse, i vitalizi sarebbero ridotti, in media, del 40-45 per cento.

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Informazioni su albertodimajo

Giornalista (lavora per il quotidiano Il Tempo). Appassionato di comunicazione politica e crostate. Laureato in Filosofia, ha scritto alcuni libri su MoVimento 5 Stelle, democrazia e casta. E' cultore della materia all'università Luiss.
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