Tante chiacchiere sui vaccini ma mio figlio (come molti altri) dovrà aspettare un anno per farlo

vaccini

Nella campagna elettorale permanente che catalizza i partiti politici ogni argomento diventa terreno di scontro. Nel triste dibattito italiano il merito delle questioni, che poi sarebbe prioritario, non esiste più. Benché i cittadini continuino a vivere in un mondo diverso, in cui invece il merito conta e la realtà impone riflessioni e scelte ogni giorno. Ma a chi guida le istituzioni, evidentemente, non interessa. L’ultima battaglia dei nostri partiti è sui vaccini. Da giorni fioccano polemiche e accuse, spesso sfruttando frasi estrapolate ad arte da discorsi più articolati per dimostrare questa o quella tesi o narrazioni costruite a tavolino. E nessuno si preoccupa di ciò che accade nei centri vaccinazione. La mia esperienza: il 28 aprile scorso ho prenotato il vaccino per mio figlio. Mi hanno dato il primo appuntamento disponibile: 20 maggio 2018. Più di un anno di attesa. Ma perché invece di fare tante chiacchiere e polemiche le persone che guidano le istituzioni non si impegnano per rendere più semplici e veloci le vaccinazioni? Ma non sarà che i polveroni alzati dai partiti servono proprio per coprire la loro incapacità di migliorare le cose?

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Informazioni su albertodimajo

Giornalista (lavora per il quotidiano Il Tempo). Appassionato di comunicazione politica e crostate. Laureato in Filosofia, ha scritto alcuni libri su MoVimento 5 Stelle, democrazia e casta. E' cultore della materia all'università Luiss.
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