Sui vitalizi la sfida del M5S. Asse con i renziani (forse)

Stavolta potrebbero farcela. L’asse (inedito) tra parlamentari 5 Stelle e renziani tenterà di bloccare i vitalizi per quasi seicento parlamentari, quelli che matureranno il diritto all’assegno il prossimo 15 settembre.
Questa mattina il MoVimento 5 Stelle presenterà una proposta di delibera agli uffici di presidenza della Camera e del Senato che prevede di bloccare il vitalizio ai deputati e ai senatori al primo mandato e di dirottare i contributi versati agli istituti di previdenza a cui sono iscritti i singoli onorevoli. Una strategia su cui gli esponenti 5 Stelle avrebbero già incassato il via libera da alcuni parlamentari vicini a Matteo Renzi, che nelle ultime settimane non ha nascosto la preferenza per elezioni a giugno (o al massimo a settembre) anche per evitare che gli ennesimi vitalizi maturati possano diventare una freccia importante all’arco del MoVimento di Grillo e Casaleggio che si batte da tempo per la cancellazione dei privilegi della casta. Il vicepresidente della Camera Luigi Di Maio (M5S) ha annunciato due giorni fa: «Gli altri partiti sono tutti contenti perché si avvicinano alla pensione di settembre, ma lunedì avranno una brutta sorpresa».
E se il Pd ha avanzato la vecchia proposta di Matteo Richetti (uno dei collaboratori più stretti dell’ex presidente del Consiglio) che punta a equiparare gli assegni dei parlamentari alle pensioni di tutti gli altri italiani, il colpo a sorpresa sarebbe condividere con il MoVimento 5 Stelle il testo della delibera da sottoporre agli uffici di presidenza delle due Camere.
Una soluzione che prevederebbe di non far perdere agli onorevoli i contributi versati, pari, in tutto, a circa 20 milioni di euro. Ma alcune centinaia dei quasi seicento deputati e senatori coinvolti dall’«operazione» non sono d’accordo. Perderanno la certezza di avere quasi mille euro al mese dal compimento dei 65 anni (sempre che non riescano a ricoprire più anni di mandato: in quel caso avrebbero diritto all’assegno anche a 60 anni).
Le regole sono chiare: prevedono che gli ex parlamentari ottengano la pensione a 65 anni dopo aver ricoperto un mandato di almeno 4 anni 6 mesi e un giorno. Ogni mese deputati e senatori versano un contributo pari all’8,80 per cento dell’indennità parlamentare lorda, più o meno 750 euro. Soldi che vengono messi dal Parlamento in un fondo, in cui confluiscono anche i contributi pagati da Camera e Senato (circa 1.400 euro al mese per ogni rappresentante).
I numeri. I deputati e i senatori eletti nel 2013 per la prima volta sono 591 (su 945): 399 deputati e 192 senatori. Una maggioranza che coinvolge tutte le forze politiche, anche se la parte del leone la fanno proprio il Pd e il M5S. E visto che tanti onorevoli non saranno nemmeno ricandidati, alcuni di loro preferirebbero conquistare almeno l’assegno che incasserebbero materialmente tra alcuni anni (in certi casi decenni) ma pazienza. Eppure con il provvedimento che sarà presentato oggi il nodo verrà inevitabilmente al pettine. Chi firmerà la proposta del M5S? I renziani avrebbero assicurato di essere disponibili anche se nessuno di loro fa parte dell’ufficio di presidenza. Ma non è escluso che sarà lo stesso Matteo Renzi a chiedere pubblicamente ai suoi di convergere sullo stop ai vitalizi per evitare di lasciare troppo campo ai pentastellati. Comunque andrà gli italiani continueranno a pagare ancora 2.600 assegni al mese (compresa la reversibilità) agli ex parlamentari. Vedremo come andrà a finire. Ad ogni modo gli ex onorevoli avranno la buonuscita. Ognuno di loro, infatti, mette in uno specifico fondo 784,14 euro al mese per ricevere l’assegno di fine mandato, pari all’80 per cento dell’importo mensile lordo dell’indennità per ogni anno di mandato effettivo (o frazione non inferiore a sei mesi): intorno ai 45 mila euro. Una bella consolazione.

Annunci

Informazioni su albertodimajo

Giornalista (lavora per il quotidiano Il Tempo). Appassionato di comunicazione politica e crostate. Laureato in Filosofia, ha scritto alcuni libri su MoVimento 5 Stelle, democrazia e casta. E' cultore della materia all'università Luiss.
Questa voce è stata pubblicata in Punto di svista. Contrassegna il permalink.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...