Ecco chi può battere il MoVimento 5 Stelle

grilloo

Non mi stupisco che nonostante le grandi difficoltà attraversate a Roma e in altre città italiane, il MoVimento 5 Stelle continui ad aumentare i consensi. Secondo Diamanti (Repubblica) starebbe al 28,4%. Invece Pagnoncelli (Corriere della Sera) lo accredita di un più pesante 30 per cento. Nel 2013, l’anno dello sbarco in Parlamento, tutti si stupirono del 25,5% ottenuto dal M5S e ne prevedevano un progressivo e inesorabile calo. Secondo le ultime analisi, invece, l’esperienza deludente (almeno in questi primi sei mesi) nella Capitale (ma anche a Quarto e in altre cittadine) toglierebbe a livello nazionale giusto 1,5-2% dei voti al “non partito”. Io me lo spiego così: in Italia ci sono 13-14 milioni di inattivi (persone che non hanno un lavoro e hanno perso la speranza di trovarlo), alcuni milioni di disoccupati, il ceto medio si è impoverito, i giovani sono costretti a vivere con i genitori fino a ben oltre i trent’anni, sempre più anziani sono poveri, la convivenza con gli immigrati è complicata e le tecnologie hanno fatto scomparire o ridotto una bella fetta di posti di lavoro senza che nessuno abbia guidato gli effetti di una globalizzazione ineludibile (e in futuro andrà ancora peggio). In questo contesto i partiti che hanno governato l’Italia negli ultimi 25 anni non hanno alcuna possibilità di tornare al consenso di un tempo, ancora meno se non cambiano radicalmente la propria fallimentare classe dirigente e la propria weltanshauung. Peraltro in tutto il mondo l’establishment è sempre più marginalizzato. Soffrono (e non capiscono) i politici, i giornaloni, le lobby, le tradizionali alleanze di governo. Con una battuta direi che soltanto la ripresa economica può battere i cinque stelle, sfruttando anche la mancanza (almeno ad oggi) tra i pentastellati di una visione organica e di lungo periodo dello sviluppo del nostro Paese. Una frontiera che Grillo e Casaleggio hanno sempre avuto ben presente ma che finora non si è tradotta in un’idea e in un programmapreciso. Sempre che, ovviamente, i partiti nel frattempo facciano scomparire i loro dirigenti incapaci e ricomincino ad ascoltare e interpretare correttamente la società italiana. Se continuano a sperare che prima o poi i 5 Stelle saranno spazzati via, resteranno delusi.

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Informazioni su albertodimajo

Giornalista (lavora per il quotidiano Il Tempo). Appassionato di comunicazione politica e crostate. Laureato in Filosofia, ha scritto alcuni libri su MoVimento 5 Stelle, democrazia e casta. E' cultore della materia all'università Luiss.
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