Sogni contagiosi e una comunità di sentimenti. La storia (nuova) di Emanuelli

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Pochi giorni fa Roberto Emanuelli ha firmato un contratto con Rizzoli. La stessa casa editrice (la più importante del nostro Paese) che alcuni anni fa, frettolosamente, gli aveva lasciato soltanto una mezza promessa.

Io non so se si può dire che Roberto “ce l’ha fatta”. La vita è talmente mutevole e fragile che i successi compaiono, svaniscono, a volte tornano quando nessuno ci crede più, poi si perdono di nuovo. Viviamo in universi (anche emotivi) provvisori.

So però che Roberto è partito da lontano. Ha pubblicato un romanzo (“Davanti agli occhi”) pagando di tasca sua. Ha cominciato a vendere copie, nonostante tutte le difficoltà connesse alle autopubblicazioni, e a raccogliere sul web (sul suo blog e sulla sua pagina Facebook) migliaia di persone (soprattutto ragazze e donne), che ben presto hanno formato una comunità che si ritrova intorno ai sentimenti che ogni giorno Roberto non dimentica di tenere vivi.

Un piccolo editore specializzato in testi accademici (Efesto) ha raccolto la sfida e ha ripubblicato il suo libro. E’ stato premiato dalle vendite. Roberto è andato in mezza Italia, invitato da tanti suoi sostenitori, a parlare di un romanzo che usa un nuovo linguaggio (l’ha notato per primo il regista Mimmo Calopresti) e che ha appassionato già migliaia di lettori. I siti che vendono libri on line hanno certificato la scalata, Roberto continua a prendersi cura della sua comunità e a fronteggiare quelli che hanno provato a mettergli i bastoni tra le ruote (gli hanno addirittura hackerato i profili social).

Abbiamo parlato di lui (quando ancora si autopubblicava) io su Il Tempo e, qualche settimana dopo, il sito internet del Messaggero. Chissà quanti ancora lo faranno. Mi auguro che saranno tanti. Perché la storia di Roberto Emanuelli, in questo tempo così magro di entusiasmi, dà speranza. Per diversi motivi. Innanzitutto è una storia plurale. Di tanti. E mostra che si può ancora credere ai sogni e che la fatica, il lavoro e la tenacia vengono premiati (forse non sempre, ma succede).

Alla presentazione del suo libro a Roma, suo fratello maggiore mi ha raccontato: “Lui si impegna tanto, qualche volta viene tardi al lavoro perché ha scritto tutta la notte, ma io lo sostengo, sono convinto che ce la può fare”. Mi ha ricordato il fratello di Billy Elliot che convince il padre a iscriverlo alla migliore scuola di danza inglese (vi ricordate il film?). Ecco, i sogni sono contagiosi. Ci sono fratelli che lo sanno. Ma la storia di Roberto mostra anche che la Rete che spesso genera superficialità, frenesia e narcisismo può addirittura spingere le persone a comprare libri (un mezzo miracolo: il web che sostiene la carta). La storia di Roberto, infine, indica che possiamo battere l’indifferenza e costruire una “comunità dei sentimenti”. Dovremmo ripartire da qui.

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Informazioni su albertodimajo

Giornalista (lavora per il quotidiano Il Tempo). Appassionato di comunicazione politica e crostate. Laureato in Filosofia, ha scritto alcuni libri su MoVimento 5 Stelle, democrazia e casta. E' cultore della materia all'università Luiss.
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