Al Pd il Bilancio di Quarto. Ma non c’era la camorra?

Hanno accusato il MoVimento 5 Stelle di avere rapporti con la camorra. Hanno convocato il sindaco di Quarto, Rosa Capuozzo, in commissione Antimafia. Hanno chiesto a Beppe Grillo di cacciare dal «non partito», dopo la prima cittadina, anche Luigi Di Maio e Roberto Fico perché «non potevano non sapere». La vicenda che all’inizio dell’anno ha travolto i 5 Stelle nel paese vicino a Napoli doveva essere apparsa ai Democratici un’occasione perfetta per mettere fuori gioco gli avversari più temuti. Eppure adesso Quarto diventa un boomerang per il Pd. Dopo essere stata espulsa dal M5S e aver ritirato le dimissioni, il sindaco Capuozzo, infatti, ha nominato come nuovo assessore al Bilancio proprio un esponente dei Democratici, Vincenzo Campanile. Ma se l’amministrazione della piccola Quarto era «sospetta», tanto da gettare un’ombra sull’intero MoVimento, come è possibile che ne possa far parte, peraltro con un incarico così delicato, un Democratico?
Il partito è nel caos: «Nei confronti di Vincenzo Campanile, candidato consigliere comunale nella lista del Pd di Cardito in occasione delle elezioni amministrative del 2015 e investito dell’incarico di assessore a Quarto, saranno avviate le procedure previste dagli organi di garanzia che potrebbero portare anche all’espulsione dello stesso dal partito» ha annunciato la segreteria locale del Pd, ma per ora nessun provvedimento.
E pensare che quando è scoppiato il caso Quarto, i Dem avevano stigmatizzato la «doppia morale» grillina, pretendendo «chiarezza» su ipotesi «inquietanti». In alcune intercettazioni telefoniche, un imprenditore sospettato di essere vicino a un clan camorristico sponsorizzava il M5S: «Ci siamo messi con chi vince, capito?», diceva. Proprio un consigliere del «non partito», Giovanni De Robbio, (espulso il 14 dicembre dal MoVimento) era indagato per voto di scambio e anche per tentata estorsione ai danni del sindaco Capuozzo che nonostante le pressioni ricevute per concedere la gestione del campo di calcio a una società privata non aveva ceduto, affidandola al Comune. Ma il Pd non voleva sentire ragioni, allora. Tuonava la vicesegretaria Debora Serracchiani: «Di Maio e Fico a Quarto hanno fatto campagna elettorale a tappeto, dando lezioni di onestà. Chiariscano». Ancora più sprezzante il presidente del Pd Matteo Orfini secondo cui «a Quarto la camorra vota M5S». E adesso che in quell’amministrazione «sospetta» è finito un esponente dei Democratici?

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Informazioni su albertodimajo

Giornalista (lavora per il quotidiano Il Tempo). Appassionato di comunicazione politica e crostate. Laureato in Filosofia, ha scritto alcuni libri su MoVimento 5 Stelle, democrazia e casta. E' cultore della materia all'università Luiss.
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