Sagre, balli e cerimonie. I “regali” dei consiglieri del Lazio

Benvenuti al «mercato» della Pisana. I consiglieri del Lazio finanziano sagre, feste, cerimonie, presentazioni di libri. Piccoli stanziamenti, dati ai Comuni e riversati su associazioni e club che tuttavia, insieme, fanno una somma rilevante, quasi 1 milione di euro soltanto l’anno scorso. Tanti soldi, visto che già la Giunta regionale, con gli assessorati competenti, paga progetti ed eventi in tutto il Lazio.

Il 14 gennaio scorso l’ufficio di presidenza ha stanziato 6 mila euro per la festa di San Biagio e la sagra della polenta a Rocca Priora. Due settimane dopo ha deciso «di accogliere richieste di patrocinio e contributo» per 48 mila euro: 3 mila per la parrocchia S. Maria della Divina Grazia per i «50 anni di storia della chiesa parrocchiale», 13.500 per il carnevale di Frascati, 5 mila per quello di Monte Porzio Catone e altrettanti per quello di Anguillara Sabazia. Quindicimila euro sono andati alla diocesi abbazia territoriale di Subiaco per l’iniziativa «Subiaco, la culla della stampa», 2 mila per il carnevale di Gerano e 4.500 per l’evento «Corrisperlonga».

Il 25 febbraio i vertici della Pisana (il presidente Leodori, i vice Valeriani e Storace, e i tre segretari Petrangolini, Quadrana e Simeone) hanno previsto per il «ciociaro Club di Windsor» 5 mila euro (per la manifestazione «Castelliri Comune dell’anno»). Al Comune di Monterotondo sono stati dati 10 mila euro per «Un Amico, un Campione». Di più, 70 mila, sono andati invece per «La Primavera dei piccoli Comuni». La delibera spiega: «L’arte, e più specificatamente la danza, la musica e il teatro, hanno un elevato impatto educativo». Giusto. Ma la Pisana non era un ente legislativo? Perché finanzia sagre e feste?

Andiamo avanti. Il Comune di Rieti ha avuto 2 mila euro per la manifestazione «70 dalla liberazione di Rieti». Cerveteri ha conquistato 5 mila euro per «Kaisra – Italia Antiqua», un «festival di rievocazione delle popolazioni e culture italiche», Bracciano 10 mila euro per «Arti e mestieri».

La Fondazione Gualtiero Sarti, che si occupa di valorizzare il patrimonio immobiliare e culturale del Pci, Pds e Ds nella provincia di Viterbo, ha avuto 2 mila euro per organizzare il convegno «Primo anniversario dalla morte di Oreste Massolo», amato segretario del Pci viterbese. Al Comune di Marano Equo è stato dato un contributo di 2.500 euro per pagare la seconda edizione del «Raduno delle stennardine della SS. Trinità e S. Anna». La parrocchia di San Pietro Apostolo ha ottenuto 4.500 euro per la manifestazione «La festa è qui: celebriamo insieme».

Altri contributi: al Comune di Rieti 20 mila euro per il meeting di atletica, alla Provincia di Rieti 5 mila per «Santa Barbara nel mondo», 10 mila ad Alatri per il festival internazionale del folklore, 3 mila a Campagnano per «Saporti e colori della Francigena», 15 mila a Capranica Prenestina per «iniziative connesse alla statua in onore di Giovanni Paolo II», 5 mila al comune di Mandela per «I borghi raccontano», 10 mila a Itri per una generica «promozione turistico/sportiva».

Ancora: 3 mila euro per i «30 anni di grest a Piansano», 3 mila al comune di Farnese per la «cerimonia per la consegna della bandiera d’onore europea», 3 mila a Ronciglione per «Cicerone per un giorno», 2 mila euro a Vallepietra per la festa dei prodotti tipici locali, 3 mila a Vitorchiano per la «passeggiata nei tempi antichi». Il comune di Celleno ha avuto 2.500 euro per la «rivalutazione della festività del crocifisso tra presente e passato», Sutri 3 mila per i festeggiamenti in onore di Santa Dolcissima, Castelforte 3 mila per la terza edizione di «Termesuio noirfestival».

La delibera 60 del settembre scorso ha dato 5 mila euro al comune di Ventotene per la festa patronale di S. Candida e 10 mila all’ottavo Municipio di Roma per «Think Green ecofestival» e 7 mila ad Anguillara Sabazia per la festa del fungo. Il comune di Sant’Oreste ha avuto 2.700 euro per la festa del patrono S’Edisto mentre Cave ne ha conquistati 5 mila per la fiera dei prodotti tipici. Stesso evento, ma solo 3 mila euro, per il comune di Strangolagalli. Per la sagra della caldarrosta di Carpineto romano la Pisana ha stanziato 5 mila euro, 10 mila per le luminarie natalizie a Genzano, 15 mila per la «presentazione di un libro storico-commemorativo sul convento di San Francesco» a Palombara Sabina. Hanno avuto fondi, sempre con bandi a cui hanno partecipato i Comuni, anche mercatini di Natale, presepi e concerti di fine anno. Rocca Santo Stefano ha ottenuto, invece, 8 mila euro per la festa del vigile della Valle dell’Aniene.

L’articolo 3 della legge regionale che disciplina l’erogazione dei fondi e la concessione del patrocinio prevede che «l’acconto e l’intero contributo concesso sono revocati qualora i destinatari non trasmettono all’Ufficio di presidenza una relazione sui risultati dell’iniziativa, un rendiconto analitico delle spese sostenute e tutta la documentazione contabile e fiscale relativa alle voci di spesa ammesse a contributo necessaria ai sensi della normativa vigente». Non solo. L’articolo 11 prevede che il segretario generale controlli, a campione, le iniziative. Tanto per evitare, almeno, che i soldi finiscano nelle tasche sbagliate.

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Informazioni su albertodimajo

Giornalista (lavora per il quotidiano Il Tempo). Appassionato di comunicazione politica e crostate. Laureato in Filosofia, ha scritto alcuni libri su MoVimento 5 Stelle, democrazia e casta. E' cultore della materia all'università Luiss.
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