La Camera come lo stadio, Daspo a un dipendente 5 Stelle

«Daspo» anche alla Camera dei deputati. Un dipendente del gruppo MoVimento 5 Stelle non potrà più «transitare» liberamente a Montecitorio ma sarà confinato nell’ufficio che gli è stato assegnato.

Peccato che Maurizio Argentieri, così si chiama il ragazzo, di professione faccia il «videomaker», cioè riprenda con la telecamera (per il M5S) le discussioni in Aula.

Montecitorio non sarà uno stadio ma il provvedimento deciso dall’ufficio di presidenza e comunicato al diretto interessato dal Servizio per la Sicurezza della Camera è molto simile a quello che colpisce gli ultrà più violenti.

La lettera è stata scritta il 17 novembre e non usa mezzi termini: «Gentile sig. Argentieri, per incarico dei deputati questori, Le comunico che la Sua autorizzazione permanente di accesso alla Camera, con validità estesa a tutte le sedi e al Transatlantico, a partire dalla data odierna è sostituita da altro titolo di accesso con validità limitata al palazzo dei Gruppi parlamentari».

Tanto per evitare equivoci, la lettera chiarisce: «Il nuovo accredito La abilita a transitare unicamente attraverso l’ingresso di via degli Uffici del Vicario n. 21, al fine di raggiungere i locali in cui hanno sede gli uffici del Gruppo parlamentare MoVimento 5 Stelle». Non sono ammessi, dunque, percorsi alternativi, deviazioni o scorciatoie. Una volta entrato nel palazzo, Argentieri dovrà andare dritto nel suo ufficio. Saranno i commessi della Camera a valutare se il dipendente 5 Stelle rispetterà gli «ordini».

Fin qui il provvedimento, che ricorda la storia ormai trita e ritrita della principessa rinchiusa nella torre del castello. Anche se in questo caso Argentieri ha un posto di lavoro in quella «torre».

Ma qual è la colpa di cui si è macchiato il dipendente dei 5 Stelle per essere colpito dal Daspo? Secondo l’ufficio di presidenza della Camera avrebbe «aiutato» alcuni esponenti di Greenpeace a mostrare un manifesto di protesta dalle tribune riservate al pubblico.

Era il 30 ottobre scorso, cinque attivisti dell’organizzazione andarono a manifestare in Parlamento. Erano seduti in tribuna durante la discussione del decreto Sblocca Italia, mostrarono un manifesto con la scritta «No trivellazioni, sì rinnovabili. Non fossilizziamoci». Quel manifesto, secondo la ricostruzione dell’ufficio di presidenza, che avrebbe visionato anche alcuni video, sarebbe stato passato agli attivisti proprio da Argentieri. Anche gli esponenti di Greenpeace sono stati colpiti da Daspo, non potranno entrare alla Camera fino alla fine della legislatura. Ma loro a Montecitorio non lavorano, come invece fa il dipendente dei 5 Stelle.

Ma c’è di più. Il deputato Alessio Villarosa, terzo capogruppo del MoVimento e ora responsabile legale, ha risposto alla lettera dell’ufficio di presidenza: «Gli ho scritto giovedì, chiedendogli qual è la motivazione del Daspo e qual è l’articolo del regolamento della Camera che prevede una punizione del genere. A me non risulta che esista». Tra l’altro, Villarosa spiega: «Sono stato io a dire di portare quel manifesto, dunque se qualcuno deve essere punito quello sono io. Ma a me potrebbero dare al massimo due giorni di sospensione». Insomma, il deputato del MoVimento 5 Stelle ha un’idea precisa: «È una chiara intimidazione ma noi non abbiamo alcuna intenzione di mollare».

Anche quando i parlamentari vicini a Beppe Grillo scelsero di protestare contro la modifica dell’articolo 138 della Costituzione e passarono due giorni sul tetto di Montecitorio srotolando uno striscione tricolore, l’ufficio di presidenza li punì con alcuni giorni di sospensione e una multa. «Ma non l’abbiamo mai pagata – aggiunge Villarosa – perché non è previsto dal regolamento che i parlamentari possano essere multati. Non è un caso che nessuno dell’amministrazione di Montecitorio ci abbia mai chiesto i soldi». Nei prossimi giorni i 5 Stelle attendono i chiarimenti dei questori per «una vicenda surreale». Intanto, Argentieri andrà al lavoro. Da via Uffici del Vicario n.21.

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Informazioni su albertodimajo

Giornalista (lavora per il quotidiano Il Tempo). Appassionato di comunicazione politica e crostate. Laureato in Filosofia, ha scritto alcuni libri su MoVimento 5 Stelle, democrazia e casta. E' cultore della materia all'università Luiss.
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