Luna, scie chimiche e sirene. Tutti i complotti a 5 Stelle

L’ultima l’ha lanciata il deputato Carlo Sibilia due giorni fa. In un tweet ha scritto senza esitazione: «Oggi si festeggia anniversario sbarco sulla luna. Dopo 43 anni ancora nessuno se la sente di dire che era una farsa…». A parte che sono passati 45 anni (20 luglio 1969) dalla camminata lunare di Neil Armstrong, e non 43, ma l’ipotesi del parlamentare pentastellato mette in dubbio proprio la missione dell’Apollo 11. Potrebbe essere un «complotto». Una delle parole preferite dei 5 Stelle, che non sono nuovi alla messa in discussione di teorie consolidate. A volte con esiti piuttosto ironici.

E pensare che un tempo era Beppe Grillo a prendersela con quelli che definiva «coglion-complottisti». Quelli, cioè, che accusavano il MoVimento di essere sostenuto da non meglio precisati «poteri forti». Nel 2005 Grillo si sfogava sul suo blog. «L’Italia è, si sa, un popolo di santi, navigatori ed eroi. Purtroppo ospita anche una certa percentuale di coglioni, di una specie particolare: i coglion-complottisti. I dietrologi dell’acqua fresca. Le tinche del fango marcio. Questa razza italica non si arrende di fronte a nulla, tanto meno all’evidenza. Da anni è alla ricerca del suo Sacro Graal, la ragione di un’intera esistenza: Chi c’è dietro il MoVimento 5 Stelle? A parte il Mostro della Laguna Verde, i Vurdalak, l’Uomo Lupo, Alien, ET e i Visitors, i coglion-complottisti hanno dimostrato con sfoggio di prove e controprove che il M5S ha alle spalle i poteri forti. Non uno solo, ma tutti insieme». L’elenco del comico è lungo e fa sorridere: «I Rothschild, la massoneria internazionale, il gruppo Bilderberg, la Goldman Sachs, la lobby ebraica, gli illuminati, la Cia, il Mossad, le agenzie di rating. Anche poteri locali come la P2, Colaninno, la Confindustria, la Telecom e l’Opus Dei. Il M5S è collegato con movimenti di estrema destra internazionali, ma anche di estrema sinistra. Persino con la Pepsi Cola e con tutto l’ambaradan delle aziende americane presenti in Italia attraverso la Camera di Commercio degli Stati Uniti. I più audaci prospettano l’appoggio di cellule neonaziste e di Al Qaeda».

Proprio per i numerosi attacchi, Enrico Sassoon, uno dei soci storici della Casaleggio Associati, la società che gestisce il blog di Grillo, ha deciso di vendere le sue quote, sottrandosi al continuo gioco di allusioni. A fine settembre 2012, se la prendeva con la «valanga apparentemente inarrestabile di diffamazioni e calunnie di violenta intensità, basate su ancor più farneticanti teorie del complotto, che sono apparse e continuano ad apparire in blog e siti di diversa connotazione: da quelli di ispirazione esplicitamente nazi-fascista a quelli di tendenza diametralmente opposta (come i Meet Up di supporto a Grillo) passando per una varietà di blog e siti di varia natura che vanno dai circoli vegetariani a club politici o territoriali delle più diverse tendenze».

Il «complotto», insomma, non ha mai abbandonato il MoVimento. Anche i 5 Stelle ci hanno messo del loro. Il 5 marzo 2013 il deputato Paolo Bernini mostrava a «Ballarò» uno dei surreali documentari «Zeitgeist». Spiegò: «Non so se lo sapete ma in America hanno già iniziato a mettere i microchip all’interno del corpo umano per registrare, per mettere i soldi, e quindi è un controllo di tutta la popolazione. Quelle persone che se lo fanno iniettare non sanno a cosa vanno incontro. Con internet, visto che molte coscienze si stanno svegliando, queste verità stanno venendo fuori. Infatti col MoVimento 5 Stelle usiamo molto internet e siamo molto coscienti di questa cosa».

Microchip sottopelle per controllare i cittadini? Più tardi Bernini aggiustò il tiro e, ovviamente, accusò la trasmissione tv.

In Aula, invece, sempre lui sostenne la tesi secondo cui l’attacco dell’11 settembre 2001 al World Trade Center di New York è stata causata da «un lavoro interno». Precisò, «come dicono gli americani, an inside job». Aggiunse: «Ormai il mondo se n’è accorto».

Poi è stata la volta delle «scie chimiche». Un altro bel complotto, non c’è che dire. Si sostiene che strane apparecchiature montate su alcuni aerei spruzzino in volo alcune scie di condensazione composte di agenti chimici, non si sa bene per fare cosa, forse per alterare il clima. Uno degli attivisti chiese espressamente in un forum del «non partito» che «i parlamentari M5S procedano ad un’interrogazione parlamentare nei confronti del ministro della difesa per fare chiarezza sulle scie chimiche». Richiedeva anche una «legge che vieti il rilascio di scie chimiche sopra i nostri cieli» e, nel caso, un «referendum consultivo affinché sia la popolazione a scegliere se avere o no queste scie chimiche».

Non sono mancate nemmeno le sirene. La deputata Tatiana Basilio ne ha sostenuto l’esistenza: «Ci sono prove schiaccianti», «sei scienziati le hanno viste». Non ha risparmiato accuse alla National Oceanic Atmospheric Administration, colpevole di «aver negato tutto». Dopo le polemiche ha sostenuto che fosse soltanto uno scherzo. Ma, si sa, i complotti hanno spesso apparenze stravaganti.

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Informazioni su albertodimajo

Giornalista (lavora per il quotidiano Il Tempo). Appassionato di comunicazione politica e crostate. Laureato in Filosofia, ha scritto alcuni libri su MoVimento 5 Stelle, democrazia e casta. E' cultore della materia all'università Luiss.
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