Il dissidente del M5S, Orellana: “Basta insulti, ora confronto con Pd e FI”

orellana

«Mi viene in mente quella vecchia pubblicità della Ignis che vedevo da bambino. C’era una famiglia che entrava in un negozio per comprare una lavatrice e sommergeva i commessi di domande. Tanto che quelli a un certo punto sbottavano: “Ma siete incontentabili!”. Ecco, noi del MoVimento 5 Stelle rischiamo di fare proprio questa figura, quella degli incontentabili. Invece dovremmo cercare di ragionare e confrontarci con gli altri partiti».

Luis Alberto Orellana è senatore del partito di Grillo. È considerato uno dei «dissidenti», uno di quelli che vorrebbe discutere, e in caso accordarsi, con gli altri. Proprio per questo motivo nel MoVimento alcuni non lo sopportano. Lui guarda avanti e non usa mezzi termini. È convinto che rifiutare il confronto con Renzi sia stata «un’occasione perduta». Ma è solo l’ultima. Fosse stato per lui avrebbe provato a mediare con il Partito democratico anche alcuni mesi fa.

Senatore Orellana, ormai la possibilità di contribuire alla definizione della nuova legge elettorale è passata. Ma si confronterà con Pd e Fi su abolizione del Senato e riforma del Titolo V? Sono gli altri due punti del patto tra Renzi e Berlusconi.

«Sì. Sono per il confronto con tutti tranne che con Berlusconi che, sebbene leader del centrodestra, è un condannato. Lui stesso dovrebbe mandare avanti gli altri».

Per esempio?

«Gasparri, è vicepresidente del Senato. Con lui mi confronterei, anche se credo che non troveremmo punti di contatto».

Quindi lei avrebbe incontrato Renzi.

«Sì. Quando ci ha offerto di parlare dovevamo accettare. Non farlo è stato un peccato. Dovevamo incontrarlo e discutere in maniera trasparente».

Può incidere il MoVimento se non si allea con nessuno?

«I provvedimenti che riteniamo buoni li votiamo. Certo dovremmo confrontarci di più».

Condivide i toni che hanno usato i suoi colleghi del MoVimento in questi giorni?

«No, ci danneggiano. La gente ci prende per violenti ma non lo siamo».

Tutti si sono accorti delle parolacce e nessuno del decreto Imu-Bankitalia…

«Proprio così. L’attenzione si è concentrata sulle litigate e non sul fatto che questo decreto doveva essere ritirato e che la presidente Boldrini ha tagliato il dibattito. Il governo avrebbe dovuto separare la questione dell’abolizione della seconda rata dell’Imu da quella che invece riguardava la rivalutazione delle quote del capitale della Banca d’Italia. La prima si poteva votare subito, la seconda dopo una discussione profonda. Invece a causa del caos sollevato tutti parlano soltanto dei nostri comportamenti».

Cosa le ha dato più fastidio: la rissa in Aula, con lo schiaffo che il questore Dambruoso ha mollato a una vostra deputata, o gli insulti che De Rosa ha rivolto ad alcune deputate del Pd?

«Sia lo schiaffo di Dambruoso sia le parole di De Rosa. Il primo, tra l’altro, ha cambiato tante volte versione. De Rosa, invece, lo conosco, lo stimo, e sono rimasto incredulo perché è molto bravo e tranquillo».

Ha delle responsabilità anche Grillo per questo clima?

«Grillo ha sempre scritto e detto le cose che scrive e dice adesso. Il problema è più che altro il clima che si è creato nel gruppo della Camera. Bisogna restare calmi».

Si può tornare a toni più misurati?

«Mi auguro che si ritorni a un’opposizione dura ma senza questi eccessi».

Daranno sanzioni ai vostri parlamentari?

«Penso di sì. Quando sono andati sul tetto hanno avuto cinque giorni di espulsione, ora credo di più. Penso anche che la stessa sorte toccherà ai deputati di Fratelli d’Italia».

In effetti anche loro hanno occupato i banchi del governo ma se la sono presa soltanto con voi…

«Si figuri che hanno scritto pure che Manlio Di Stefano era coinvolto quando invece lui era a Strasburgo. Ormai siamo i ragazzi cattivi».

Pensa che questi atteggiamenti vi faranno perdere voti?

«Non lo so. Non seguo i sondaggi. Ma ho visto che anche Gianroberto Casaleggio (il cofondatore del M5S, ndr) non era contento del “boia” usato da Sorial per criticare Napolitano. Ora tutti devono calmarsi».

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Informazioni su albertodimajo

Giornalista (lavora per il quotidiano Il Tempo). Appassionato di comunicazione politica e crostate. Laureato in Filosofia, ha scritto alcuni libri su MoVimento 5 Stelle, democrazia e casta. E' cultore della materia all'università Luiss.
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