Microchip. sirene e palle di sterco. Ecco il bestiario dei pentastellati

E pensare che all’inizio della legislatura i rapporti tra Beppe Grillo e il presidente Giorgio Napolitano sembravano destinati a diventare perfino cordiali. Il comico genovese arrivò al Quirinale con i capigruppo del MoVimento 5 Stelle il 21 marzo 2013. Fu sorpreso dal Capo dello Stato, tanto che gli promise di non chiamarlo più «Morfeo». L’aveva soprannominato così perché lo accusava di aver firmato «distrattamente» molti provvedimenti indecenti, come il lodo Alfano. Anni di critiche e accuse. Tanto da arrivare, un 24 dicembre, a scrivere una lettera a Babbo Natale per chiedergli «una sveglia con una suoneria eccezionale a Morfeo Napolitano e, se serve, anche un apparecchio acustico e un paio di occhiali». Ma quel 21 marzo l’approccio di Grillo cambiò radicalmente: «Mi è piaciuto molto» commentò. L’allora portavoce del presidente, Pasquale Cascella, immortalò la marcia indietro del comico su Twitter: «Evidentemente non aveva nemmeno idea di che pasta fosse Napolitano».
Negli ultimi mesi Grillo è tornato alla carica. La parola magica è diventata «impeachment». Sarà la battaglia dei prossimi mesi. Poco realistica. Ma d’impatto per i simpatizzanti dei 5 Stelle.
Ieri ci ha pensato il deputato Giorgio Sorial a infiammare gli animi, lanciandosi all’attacco del presidente della Repubblica: «Ha messo una tagliola sulle opposizioni. Il boia Napolitano sta avallando una serie di azioni per cucire la bocca all’opposizione e tagliarci la testa».
Non è la prima scivolata di Sorial, ingegnere bresciano. Poche settimane fa s’è lanciato in una metafora dantesca: «Franceschini è il Caronte che passa tra la Camera e il Senato e nell’Ade parlamentare chiede la fiducia, dicendo sì alle lobby e no ai cittadini». Durante la discussione del bilancio aveva attaccato i Democratici: «Il Pd continua a dire balle. Porcellini del porcellum che votate lo schifo della legge di stabilità: raccontate fregnacce. Avete eletto segretario Renzi: evidentemente sentivate la mancanza di Berlusconi e adesso abbiamo Renzusconi. Dite di avere le palle? Ma non d’acciaio, di sterco».
Comunque, tra i pentastellati, Sorial è in buona compagnia. Pochi giorni dopo le elezioni, il 5 marzo 2013, il neodeputato Paolo Bernini lasciò tutti senza fiato. In un’intervista a Ballarò, seduto su una sedia di legno, di fronte a un computer che mostrava uno dei surreali documentari Zeitgeist, disse letteralmente: «Non so se lo sapete ma in America hanno già iniziato a mettere i microchip all’interno del corpo umano per registrare, per mettere i soldi, e quindi è un controllo di tutta la popolazione. Quelle persone che se lo fanno iniettare non sanno a cosa vanno incontro. Con internet, visto che molte coscienze si stanno svegliando, queste verità stanno venendo fuori. Infatti col MoVimento 5 Stelle usiamo molto internet e siamo molto coscienti di questa cosa e andremo là (in Parlamento, ndr) a portare la voce dei cittadini». Finì in una bufera mediatica. Tanto da doversi giustificare: «Mi sono trovato la troupe televisiva Rai, senza preavviso, davanti casa». Non riuscì a fare meglio di lui quel suo collega che appena arrivato all’aeroporto di Fiumicino per raggiungere il Parlamento annunciò pubblicamente l’intenzione di voler proporre la costruzione di una pista ciclabile per collegare l’aeroporto di Fiumicino con la Camera e il Senato.
La deputata Emanuela Corda si attirò molte critiche per aver ricordato, in un discorso alla Camera, l’attentato contro la base italiana a Nassiriya in questo modo: «Tutti noi ricordiamo commossi i 19 italiani deceduti in quell’attacco kamikaze, e oggi siamo vicini ai loro familiari; a volte ricordiamo anche i nove iracheni che lavoravano nella base italiana, ma non troppo spesso. Nessuno ricorda però il giovane marocchino che si suicidò per portare a compimento quella strage: quando si parla di lui, se ne parla solo come di un assassino, e non anche come di una vittima, perché anch’egli fu vittima oltre che carnefice». La senatrice Sara Paglini protestò con un post su Facebook: «Emanuela Corda ha espresso in aula della Camera parole e concetti che non condivido». Aggiunse: «Non giustifichiamo tutto, altrimenti mi verrebbe da pensare che qualcuno un giorno si potrebbe anche dire che le stragi naziste, i morti in Siberia, i regimi violenti come quello di Pino Chet, o i colonnelli in Argentina furono voluti da “vittime di un sistema politico deviato e di un’infanzia sfortunata e infelice”». Esatto, «Pino Chet» invece che Pinochet.
La deputata Tatiana Basilio, invece, ha sostenuto su Facebook l’esistenza delle sirene: «Ci sono prove schiaccianti, sei scienziati le hanno viste». Poi liquidò l’annuncio come uno scherzo.
L’ironia ha coinvolto spesso anche il cofondatore e «guru» del MoVimento, Gianroberto Casaleggio. Fulminante l’imitazione di Maurizio Crozza con le ultime previsioni del mago del Web: «La lasagna sarà in Rete, la besciamella sarà touchscreen. Nel 2150 le lavatrici restituiranno tutti i calzini smarriti, i vitelli grazie agli Ogm nasceranno già tonnati, finalmente, il 12 marzo 2045, i trentatré trentini smetteranno di trotterellare».

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Informazioni su albertodimajo

Giornalista (lavora per il quotidiano Il Tempo). Appassionato di comunicazione politica e crostate. Laureato in Filosofia, ha scritto alcuni libri su MoVimento 5 Stelle, democrazia e casta. E' cultore della materia all'università Luiss.
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