Lavoro, larghe intese e amnistia. Renzi copia Grillo

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Silvio Berlusconi lo confessò durante la campagna elettorale per le Politiche: «Studio i comizi di Beppe Grillo». Quelle piazze stracolme di italiani a spellarsi le mani di fronte alla sfida del comico genovese ha incuriosito più di un leader. Non solo. Il programma del MoVimento 5 Stelle (tanto bistrattato a parole dagli avversari) ha trovato più di un sostenitore negli altri partiti.

La carica dei «grillizzati» aumenta. L’ultimo è Matteo Renzi. Il sindaco di Firenze non perde un’occasione per sottolineare l’inconsistenza del MoVimento 5 Stelle. Eppure alcune idee sponsorizzate dall’aspirante segretario del Pd e anche qualche slogan sono stati inventati o portati al successo proprio da Beppe Grillo.

Cominciamo dalla fine. Pochi giorni fa Renzi ha bocciato le larghe intese. Ha usato parole chiare: «Basta con gli inciuci». Un termine, inciuci, che è stato usato per la prima volta su Repubblica in un’intervista a Massimo D’Alema, e che è stato portato alla ribalta proprio dal comico genovese. Del resto, nel pensiero del MoVimento 5 Stelle l’inciucio rende perfettamente l’idea della complicità tra Pd e Pdl, ma anche di Lega, Fratelli d’Italia e Sel, nel malgoverno degli ultimi vent’anni.

Una delle proposte principali del «non partito» fondato da Grillo e Casaleggio è il reddito di cittadinanza. Cioè un assegno mensile di mille euro, o poco meno, destinato ai disoccupati, a cui lo Stato s’impegna ad offrire tre possibilità di lavoro ciascuno. Nel caso il disoccupato rifiutasse, allora non avrebbe più diritto a ottenere la somma. È un’idea allo studio dei parlamentari del MoVimento. Matteo Renzi non l’ha soltanto recuperata. Quando la spiega usa esattamente le stesse parole di Grillo. Poco male. Il nodo principale resta sempre la fattibilità di un provvedimento del genere, su cui nessuno, né Renzi né i pentastellati, si sofferma.

E se il comico genovese ha sempre sostenuto che il MoVimento smetterà di esistere quando avrà conquistato il 100 per cento dei voti, cioè «quando avrà restituito lo Stato ai cittadini», anche il rottamatore del Pd vuole fare una cosa molto simile con le correnti: distruggerle, a partire proprio dai renziani. L’ha ribadito una decina di giorni fa alla Leopolda.

Il sindaco ha posizioni «grilline» (nonostante il Pd la pensi diversamente) anche sull’abolizione del finanziamento pubblico (da realizzare il prima possibile), su amnistia e indulto (da evitare) e sul voto palese per la decadenza di Berlusconi.

La somiglianza più sorprendente? Anche Matteo Renzi ha punzecchiato il presidente Napolitano. Ovviamente non con le parole e i toni di Grillo. Tuttavia, proprio argomentando la sua contrarietà all’amnistia, il sindaco di Firenze ha detto: «Le forze parlamentari sono in grado di dire dei sì o dei no. Questo governo non va avanti perché lo vuole Napolitano. Non penso che il presidente vada oltre il suo ruolo, ma non è certo lesa maestà se non si è d’accordo con Napolitano». Ovviamente s’è attirato contro una serie di critiche, soprattutto dai compagni di partito.

Tra Renzi e Grillo, in ogni caso, non mancano i contrasti. Il comico l’ha più volte bollato come un politico di professione che non ha mai lasciato il segno. I parlamentari del MoVimento hanno criticato la compagine vicina al sindaco: «I renziani fanno credere di essere diversi, soprattutto quando parlano in tv. Si spacciano per rottamatori e da come parlano sembra quasi che non si trovino in Parlamento. Invece sono lì, e votano le “porcate” esattamente come tutti gli altri» ha detto il capogruppo del M5S Riccardo Nuti.

Non farà il comico, ma anche Renzi si è adeguato e ha criticato la manifestazione dei 5 Stelle sul tetto di Montecitorio per difendere la Costituzione: «Il piano dove si fanno le cose è quello di sotto. Non è il tetto. Altrimenti sembrate il tacchino di Bersani».

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Informazioni su albertodimajo

Giornalista (lavora per il quotidiano Il Tempo). Appassionato di comunicazione politica e crostate. Laureato in Filosofia, ha scritto alcuni libri su MoVimento 5 Stelle, democrazia e casta. E' cultore della materia all'università Luiss.
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