Grillo “scippa” lo slogan del terzo V-Day a Gargamella

Grillo «scippa» lo slogan a Pierluigi Bersani. O, come lo chiamerebbe il comico genovese, a Gargamella (il cattivo dei Puffi). Pochi giorni fa il fondatore (insieme con Casaleggio) del MoVimento 5 Stelle ha lanciato il terzo V-Day. Ci sarà il 1° dicembre a Genova. Servirà a radunare tutti gli attivisti e i simpatizzanti del «non partito». Grillo ha ripercorso sul suo blog lo sbarco in Parlamento e ha tracciato il futuro con parole chiare: «Non abbiamo scelta. Dobbiamo andare oltre. Andare al governo e liberarci di questi incapaci predatori che hanno spolpato l’Italia negli ultimi vent’anni. Non si salva nessuno, politici, grandi industriali, giornalisti, burocrati, banchieri. Queste persone hanno fatto fallire il Paese e ancora si presentano all’opinione pubblica facendo passerella. Bisogna andare oltre. Oltre la finanza. Oltre i partiti. Oltre le Istituzioni malate. Oltre un’informazione disgustosa. Oltre questa Europa senza capo né coda. Dobbiamo immaginare una nuova frontiera. Dobbiamo vedere la realtà con nuovi occhi, aprirci la strada verso il futuro. Noi non molleremo mai, è bene che loro lo sappiano. Vogliamo vincere le prossime elezioni, a iniziare da quelle europee. La prossima volta per impedirci di andare al governo dovranno mandare i carri armati. In alto i cuori. A Genova!». La parola chiave è «Oltre!». Con il punto esclamativo. Campeggia nel sito internet creato apposta per il terzo V-Day. Accanto a una mongolfiera con la faccia del comico genovese e le cinque stelle del MoVimento. Lo stesso termine è stato usato da Pierluigi Bersani, allora segretario del Partito democratico, durante una campagna del 2011. Indimenticabili i manifesti: Bersani in maniche di camicia e cravatta. Sopra lo slogan a caratteri cubitali, coniugato in diversi modi. Tra cui, «Oltre le divisioni c’è l’Italia unita», «Oltre la crisi c’è il coraggio delle imprese», «Oltre la precarietà c’è la forza del lavoro». Ora, ironia della sorte, lo userà Beppe Grillo. Ieri il comico genovese è andato prima alla Camera, dove ha incontrato i deputati del MoVimento, poi al Senato, dove ha assistito alla seduta. Alla fine, in un video, ha raccontato la giornata. L’ha fatto, ovviamente, senza perdere l’ironia: «Una seduta di psicoterapia», l’ha definita. Palpabile lo spaesamento: «Vedi Gasparri e gli altri. Li tocchi come se fossero veri. Calderoli è un animatore». Ancora: «Ho visto Casini che parla, non pensavo potesse ancora parlare». Menomale che ci sono i 5 Stelle, «che combattono», riafferma il comico. Poi sorride (ma non troppo) e conferma: «Non posso stare qui».
La prossima settimana toccherà, infatti, a Gianroberto Casaleggio andare in Parlamento per confrontarsi con gli «onorevoli» a 5 Stelle. L’ha spiegato il comico: «Verremo piu spesso a Roma: io e Casaleggio ci alterneremo». Era quello che gli hanno chiesto i 5 Stelle a Montecitorio e a Palazzo Madama, di vedersi più spesso, anche per evitare «equivoci», come quello sull’emendamento proposto dal M5S e approvato in Commissione al Senato per cancellare il reato di immigrazione clandestina. Provvedimento bocciato senza appello da Grillo. «Bisogna andare il prima possibile alle elezioni. Noi chiederemo agli italiani se si vogliono liberare, una volta per tutte, di questa classe politica» perché «questi devono sparire, hanno distrutto l’Italia, hanno creato il disastro», ha detto Beppe rispondendo alle domande dei cronisti al suo arrivo a Montecitorio. «In 6 anni non sono riusciti a modificare la legge elettorale» e ora vogliono fare «il super Porcellum per far fuori il MoVimento». Il comico ha risposto anche sul sindaco di Firenze: «Cosa penso di Renzi? Di Renzi non penso… Come si fa a pensare di Renzi». Poi è tornato sulla crisi economica, chiamando in causa il premier Letta che l’aveva accusato di creare instabilità: «Questo Paese affonda alla velocità della luce, è tenuto in piedi da balle. Sono loro, questi signori, a creare l’instabilità. È il governo, è Letta che va in televisione a dire balle. Siamo già sotto l’acqua». Grillo ribadisce anche che se il MoVimento dovesse perdere le prossime elezioni (non si capisce se politiche o europee) lascerebbe la guida del «non partito». Del resto, ha precisato, «io non sono il leader del MoVimento». Ha ribadito: «Il MoVimento nasce non per andare a sostituire una fetta di potere, è un’altra cosa. Vogliamo rifondare lo Stato che è scomparso. I cittadini devono fare parte delle Istituzioni. Il Parlamento è una parola vuota, non decide più nulla».
I 5 Stelle sono sollevati dalla ripresa del confronto con il comico. I «dissidenti» hanno parlato con Grillo parecchio (Laura Bignami ha anche minacciato le dimissioni senza un chiarimento con il comico, che poi c’è stato insieme con Campanella, Orellana, Bocchino, Bencini, Romani, Molinari e Giarrusso). Adesso c’è curisiotà per l’entrata in scena (per ora soltanto annunciata) di Gianroberto Casaleggio.

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Informazioni su albertodimajo

Giornalista (lavora per il quotidiano Il Tempo). Appassionato di comunicazione politica e crostate. Laureato in Filosofia, ha scritto alcuni libri su MoVimento 5 Stelle, democrazia e casta. E' cultore della materia all'università Luiss.
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