Crimi e Giovanardi cinguettano. E in Parlamento scoppia la rissa

Una battuttaccia su Berlusconi comparsa sul profilo Facebook di Vito Crimi (M5S) fa scoppiare la rissa. Nel mirino finisce anche Carlo Giovanardi (Pdl), pure lui colpevole di violare il silenzio richiesto ai componenti della giunta delle elezioni riuniti in camera di consiglio per decidere sulla decadenza da senatore del Cavaliere. Alla fine va secondo il pronostico: 15 a favore dell’addio di Berlusconi, 8 contrari. Il risultato non sorprende nessuno. Tutto il pomeriggio deputati e senatori lo passano scambiandosi accuse velenose. Tutto comincia pochi minuti dopo le 10. L’esponente del M5S commenta un manifesto che invita Berlusconi a «non mollare». Si chiede l’ex capogruppo pentastellato: «Ma vista l’età, il progressivo prolasso delle pareti intestinali e l’ormai molto probabile ipertrofia prostatica, il cartello di cui sopra con “Non mollare” non è che intende “Non rilasciare peti e controlla l’incontinenza” (cit. Paola Zanolli)». Una battuta rilanciata, che scatena la bufera. Poco importa che subito dopo uno dei collaboratori di Crimi ammetta di aver scritto lui il messaggio. Ormai il treno è in corsa.

È il capogruppo del Pdl al Senato Renato Schifani il primo a tuonare: «Denunciamo al presidente Grasso un fatto gravissimo: mentre la giunta delle elezioni è in Camera di Consiglio, l’esponente del Movimento 5 Stelle, Vito Crimi, sta esprimendo su Facebook giudizi volgari e offensivi contro il presidente Berlusconi, violando il regolamento del Senato. Un comportamento intollerabile che conferma la bontà della nostra richiesta di ricusazione di alcuni membri della Giunta ed inficia gravemente la legittimità dei lavori del collegio». Dall’altro ramo del Parlamento è Mariastella Gelmini (Pdl) a spiegare: «Inammissibile e disdicevole il comportamento di Crimi. Durante i lavori della giunta, di cui fa parte, ha postato un commento insolente su Berlusconi per il solo fatto che alcuni simpatizzanti hanno dimostrato la loro vicinanza al presidente affiggendo nella capitale manifesti in suo sostegno. Mentre altri esponenti 5 Stelle, sempre in giunta, giocano sui Social Network… Sono queste le presone che dovrebbero giudicare in modo imparziale e sereno?».

Ci si mette anche il Pd: «I grillini senza Berlusconi sono morti. Quello che stanno facendo in giunta, con un vero e proprio assist a Berlusconi, è propedeutico a quello che faranno in aula. Lì dovremo stare molto attenti, perché voteranno contro la decadenza. Lo avevo detto, si sta verificando» dice il vicepresidente della commissione Trasporti del Senato Stefano Esposito.

Arrivano critiche anche dai colleghi pentastellati: «Ma io dico… se c’era un momento più inopportuno per scrivere su Berlusconi quello era oggi. I miei complimenti per l’autore. Spero che il post sia dovuto a un’ingenua crisi di visibilità altrimenti ci sarebbe il dolo a suo sfavore» scrive Lorenzo Battista. Tenta di recuperare Luigi Di Maio (M5S): «Vedere Schifani usare come pretesto la pagina Facebook di Vito Crimi per fermare i lavori della giunta per le elezioni, mi fa pensare che questi sono davvero alla frutta. Per due motivi: non sanno più che scuse usare per salvare il pregiudicato; non conoscono una mazza di Facebook: le pagine, a volte anche la mia, sono gestite da più persone (i collaboratori). Ogni scusa è buona… avanti con i lavori di giunta». E se per Annamaria Bernini (Pdl) «gli insulti e le volgarità di Vito Crimi inficiano qualsiasi verdetto e confermano che la sentenza è già scritta», si fa sentire anche la capogruppo 5 Stelle al Senato Paola Taverna: «La battuta del collaboratore del senatore Crimi non fa alcun riferimento a decisioni politiche». Storce il naso, invece, il responsabile della comunicazione del MoVimento al Senato, Claudio Messora: «Va da sè che il commento su Berlusconi apparso nella bacheca Facebook di Crimi alle 10.04 non fosse opportuno. Perlomeno dal punto di vista politico».

Finisce nella rissa anche Carlo Giovanardi, che invia un comunicato al vetriolo contro Rocco Buttiglione per «le provocatorie e irrispettose dichiarazioni nei confronti di Silvio Berlusconi». Anche lui è in Giunta. Anche in questo caso si prende la responsabilità l’ufficio stampa. Ma non si placano le polemiche. In fondo era tutto previsto: risultato del voto e rissa. Altro che pacificazione.

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Informazioni su albertodimajo

Giornalista (lavora per il quotidiano Il Tempo). Appassionato di comunicazione politica e crostate. Laureato in Filosofia, ha scritto alcuni libri su MoVimento 5 Stelle, democrazia e casta. E' cultore della materia all'università Luiss.
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