Scilipoti diffida Grillo: “Non usi il mio cognome come insulto”

Beppe Grillo affida a Twitter il suo stupore: «Scilipoti mi ha diffidato. Belìn!».
Proprio così. Il senatore del Pdl, che nella scorsa legislatura ha allungato la vita al governo Berlusconi scegliendo di lasciare l’Idv e di creare il gruppo dei «Responsabili», stavolta ha perso la pazienza. Del resto, il comico genovese da almeno un anno usa il cognome del medico siciliano per attaccare i parlamentari 5 Stelle che sembrano meno ortodossi: «Avremo i nostri Scilipoti», ha avvertito spesso in campagna elettorale. Due giorni fa ha intitolato un intervento sul suo blog, che criticava il senatore Orellana, «I nuovi Scilipoti». A quel punto ll titolare del cognome ha perso le staffe e ha deciso di diffidare pubblicamente il comico ad usare «Scilipoti» come sinonimo di «traditore».
«<WC1>Beppe Grillo e i suoi onorevoli quando debbono reciprocamente accusarsi di tradimento politico, utilizzano impropriamente il mio nome, dimostrando di non conoscere la mia storia politica, improntata al rispetto delle prerogative dei parlamentari, né di leggere le dichiarazioni che rilascio alla stampa» dice il medico siciliano.
Tuona Scilipoti: «Grillo non conosce le ragioni che in quel famoso 14 dicembre mi spinsero a scegliere di sostenere il governo Berlusconi. Io difendo l’articolo 67 della Costituzione che serve proprio per evitare che l’interesse di partito prevalga su quello del Paese. Capisco che Grillo ascolta la piazza ma finita la campagna elettorale bisogna governare e fare l’interesse di tutti gli italiani. Insomma, adesso gli attivisti del M5S sono in Parlamento, non più fuori». A proposito, i rapporti con loro sono buoni, assicura il senatore del Pdl: «Con molti parlo, sono persone per bene». Poi non risparmia una stoccata al Pd: «Anche loro dovrebbero applicare l’articolo 67. Sbaglia il segretario Epifani quando dice che i parlamentari del Pd nella Giunta delle elezioni hanno già deciso».
Eppure Scilipoti non condanna Grillo. Tutt’altro: «È una risorsa del Paese – dice – e ha ragione su tante cose, come sull’impignorabilità della prima casa. Sono stato io il primo a presentare, nella scorsa legislatura, una proposta di legge su questo tema. Anche sulle banche condivido le convinzioni di Grillo. Ma stavolta è andato oltre, attacca ma non conosce la mia vita, anche per colpa dei giornali che mi hanno delegittimato». Su questo, dare la colpa ai giornalisti, sarebbe d’accordo anche Beppe.

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Informazioni su albertodimajo

Giornalista (lavora per il quotidiano Il Tempo). Appassionato di comunicazione politica e crostate. Laureato in Filosofia, ha scritto alcuni libri su MoVimento 5 Stelle, democrazia e casta. E' cultore della materia all'università Luiss.
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