Un sindaco all’altezza di Roma

Finalmente la campagna elettorale è finita. È stato un confronto senza esclusione di colpi. Con retorica e veleni. Ora si apre una fase nuova. Chiunque vincerà la sfida per il Campidoglio dovrà immaginare il futuro di Roma senza condizionamenti e pregiudizi. Dovrà mettere in campo idee ed energie. Superare la logica dell’uomo solo al comando e costruire una squadra di persone competenti che possano portare la città eterna al livello delle migliori capitali europee. Dimostrare che le parole merito, innovazione, trasparenza non sono vessilli da sbandierare nelle settimane prima del voto ma obiettivi concreti.
Se fosse confermato Gianni Alemanno o se diventasse sindaco Ignazio Marino l’orizzonte non cambierebbe. Le buone idee non sono né di destra né di sinistra. La sfida sarà doppia. Oltre che amministrare la città eterna, occorre costruire un modello di partecipazione che avvicini i cittadini alle istituzioni.
Il fatto che al primo turno abbia votato un romano su due è un campanello d’allarme. Dopo Tangentopoli i partiti non sono stati in grado di ripensare il rapporto tra il popolo e lo Stato. Hanno smesso di essere il cuore della nostra democrazia. Ormai in politica si vende (e si consuma) tutto al minuto.
Il nuovo sindaco di Roma dovrà sopperire alla latitanza dei partiti, arginare la loro bulimia di poltrone e non perdere il senso della realtà. Dovrà fare meno sondaggi e ascoltare di più i passeggeri degli autobus o i genitori che portano i figli a scuola. Dovrà pensare ai cittadini e non intendere il suo mandato come l’opportunità di scalare posizioni nel partito o al governo del Paese. Faccia tesoro dell’esperienza degli ultimi sindaci di Roma, scivolati sul terreno dell’ambizione. Abbia l’obiettivo di migliorare la qualità della vita di tutti. Fronteggi la crisi della democrazia e dell’economia, ripartendo dalle vocazioni della città. Dalla cultura e dalla scuola. Sono gli investimenti più sicuri per il futuro. Poi la ricerca, il turismo, le imprese, le politiche sociali. Soprattutto sfili l’amministrazione dall’inconcludente gara a mettere veti e vincoli, a garantire logiche di posizione.
Sia all’altezza di Roma.

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Informazioni su albertodimajo

Giornalista (lavora per il quotidiano Il Tempo). Appassionato di comunicazione politica e crostate. Laureato in Filosofia, ha scritto alcuni libri su MoVimento 5 Stelle, democrazia e casta. E' cultore della materia all'università Luiss.
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