Grillo spiazza gli imprenditori del Nord-Est

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Avete mai visto il leader di un partito che si candida alle Politiche concludere un incontro elettorale con gli imprenditori e dire pubblicamente: «Mi hanno deluso, credevo meglio»? Non l’avrebbe previsto nessuno. In una campagna elettorale in cui tutti promettono tutto, mostrando anche una bella faccia tosta, c’è chi ha deciso di non coccolare gli elettori. Anzi, di criticarli. Nella sua prima vita faceva il comico, in questa seconda s’è buttato in politica: Beppe Grillo. Può piacere o no ma è l’unico politico che affronta le piazze. Ha ribattezzato la sua campagna elettorale «Tsunami tour», richiamando l’idea della spallata al Palazzo. Ogni giorno sono migliaia i cittadini che scendono in strada per ascoltarlo. Due giorni fa era nel trevigiano e ha incontrato gli imprenditori. Gli hanno chiesto di illustrare il programma, soprattutto la ricetta dei 5 Stelle per sconfiggere la crisi. Lui, accompagnato dall’alter ego Gianroberto Casaleggio che, per la prima volta, ha spiegato i comandamenti del MoVimento, ha concluso l’appuntamento e ha detto: «Mi aspettavo chissà che cosa e invece non è successo niente». Il problema è evidente. «Mi chiedono tutti – ha detto Grillo – se vai al Governo cosa farai per noi. Non è cosi. Devi dirmi invece tu industriale, ti devi fare eleggere e poi vai in Parlamento e vediamo se sei capace di governare come noi».
Per il comico genovese è un cavallo di battaglia. La sua idea è che va cancellata la delega in bianco che i cittadini hanno consegnato negli ultimi vent’anni ai politici. Per questo i 5 Stelle si definiscono semplicemente «portavoce», si tagliano gli stipendi anche del 70 per cento e, ogni sei mesi, organizzano assemblee pubbliche per spiegare il lavoro svolto. «Io non vi dico: vi darò un posto di lavoro – ha precisato spesso Grillo nei suoi comizi – Io vi dico: vi faccio lavorare». Gli imprenditori veneti non s’aspettavano una reazione del genere ma molti voteranno M5S. Anche perché le somiglianze con la prima Lega Nord sono tante.
Grillo va avanti. Senza tv e senza soldi pubblici. Ha raccolto 476.398 euro in donazioni per la sua campagna elettorale. Hanno mandato fondi al MoVimento 10.897 persone. L’obiettivo è di arrivare a 1 milione di euro «per pagare le spese legali»,già arrivate a 120 mila euro, la promozione del M5S, il suo tour e «per organizzare eventi nazionali». Ogni spesa «sarà documentata», ha assicurato il leader sul sito.
Intanto sul terreno politico il candidato premier di Rivoluzione Civile, Antonio Ingroia, strizza l’occhio al MoVimento del comico: «Un conto è fare le alleanze pre-elettorali e un conto è poi ritrovarsi in Parlamento e valutare se ci sono terreni di convergenza».

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Informazioni su albertodimajo

Giornalista (lavora per il quotidiano Il Tempo). Appassionato di comunicazione politica e crostate. Laureato in Filosofia, ha scritto alcuni libri su MoVimento 5 Stelle, democrazia e casta. E' cultore della materia all'università Luiss.
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