La sfida del Professore: ma quali moderati…

Non un partito di centro, che raccolga i moderati, ma una sfida alla politica degli ultimi anni. Un movimento che parli alla maggioranza degli italiani, a quelli che non si sentono più rappresentati e che tenga ben salda la barra verso l’Europa. Dopo aver annunciato la decisione di «salire» in politica, l’altroieri il Professore ha definito in una lettera pubblicata sul sito http://www.agenda-monti.it il «contenitore» che si presenterà alle elezioni del 24 e 25 febbraio. La scommessa è rilevante: «La nuova formazione politica alla quale stiamo dando vita, adottando l’Agenda Monti come ispirazione per un programma di governo non intende collocarsi “al centro” tra una destra e una sinistra ormai superate, bensì costituirsi come elemento di spinta per la trasformazione dell’Italia, in contrapposizione alle forze conservatrici, prone ad interessi particolari, a protezioni corporative o addirittura dichiaratamente anti-europeiste. Questa nuova forza politica sarà certamente moderata nei toni; ma non nel programma perseguito, che si caratterizza invece per l’incisività delle riforme che intende realizzare».
Monti sottolinea poi il carattere laico della sua formazione che «unisce intorno a un programma impegnativo per la crescita del Paese persone di buona volontà, credenti e non credenti, impegnate ciascuna con la propria cultura e competenza specifica a far maturare un più alto livello di etica pubblica condivisa. Laddove, su singole questioni di rilievo etico, si determinassero diversità di valutazione, ci si impegnerà a cercare insieme la soluzione più coerente con i valori della Costituzione, nella comune promozione della dignità della persona, ferma restando la libertà di coscienza». Un movimento per «raccogliere il consenso della maggioranza degli italiani, anche dando una risposta avanzata e convincente al grande numero di elettori che nelle forze politiche in campo nell’ultima legislatura non trovano una risposta che soddisfi il loro desiderio di riscatto del Paese e di ancoraggio sicuro all’Europa». Un apprezzamento alla sfida del Professore e al bilancio presentato dal governo è espresso da Mario Adinolfi: «Il documento di Mario Monti di fine anno disegna un nuovo e vero riformismo, competitivo con le opzioni controrifomiste e di fatto conservatrici che hanno prevalso nel Pd», spiega il deputato ex Democratico passato con le liste che sostengono il premier. Netto anche il leader dell’Udc, Pierferdinando Casini: «La sfida di Monti sarà un fatto positivo anche per la sinistra: li obbligherà a fare i conti con le tante questioni che lasciano in sospeso».

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Informazioni su albertodimajo

Giornalista (lavora per il quotidiano Il Tempo). Appassionato di comunicazione politica e crostate. Laureato in Filosofia, ha scritto alcuni libri su MoVimento 5 Stelle, democrazia e casta. E' cultore della materia all'università Luiss.
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