La democrazia dei 5 Stelle e gli altri partiti

Ecco il mio punto di s-vista in una intervista a you-ng.it (scritta da Lucio Perotta).

“La questione della democrazia nel MoVimento e della reale fattibilità delle sue ricette resta centrale. Gli attivisti 5 Stelle riusciranno a realizzare la rivoluzione culturale che si prefiggono o falliranno?”. Alberto Di Majo, responsabile del servizio politico de Il Tempo, la domanda l’aveva posta a fine giugno con il suo libro Grillo for president (Editori Internazionali Riuniti). Noi di YOUng l’abbiamo intervistato per capirci qualcosa in più delle dichiarazioni del consigliere grillino dell’Emilia Romagna Giovanni Favia che ieri sera, in un fuori onda trasmesso da Piazza Pulita, ha denunciato l’assenza di democrazia nel MoVimento e definito Gianroberto Casaleggio un “padre-padrone”.

Andiamo per ordine. Chi è Casaleggio?
Casaleggio si è definito il cofondatore del MoVimento 5 Stelle. Ufficialmente è il consulente di Beppe Grillo, in pratica cura il suo blog e la comunicazione sul web. Prima di lavorare con lui, ha costruito anche il sito dell’Italia dei Valori.

Che rapporto c’è tra Casaleggio e Grillo?
È chiaro che Casaleggio non è soltanto un consulente tecnico, ma si occupa a tutti gli effetti di ciò che fa il MoVimento.

In Grillo for president lei scrive che alcuni grillini lo considerano un massone.
Sì, in alcuni filmati sul futuro delle tecnologie, preparati da Casaleggio Associati (la società di comunicazione di cui è presidente, ndr), appaiono dei simboli massonici. Ma come spiega Luigi Pruneti, Gran Maestro della Loggia d’Italia, quei simboli usati sono antichissimi e riferibili a molte religioni. Quindi da quei simboli non si può dedurre che Casaleggio sia un massone.

Tuttavia non appare mai in pubblico. Non crede possa essere il “manovratore” del 5 Stelle?
Casaleggio è una persona schiva, non rilascia mai interviste, sta dietro le quinte. Ha costruito attorno a sé un alone di mistero tanto da apparire un’eminenza grigia. Fatto sta che quando qualcosa nel MoVimento non va e Grillo risolve, tutti dicono ci sia la sua mano.

Crede che – come dice Favia – Casaleggio abbia “infiltrato” i suoi fedelissimi?
La domanda che dobbiamo porci è un’altra. È possibile creare un movimento così radicato sul web, che arriva a conquistare Parma, che va forte nei sondaggi (alcuni li danno al 20%), senza avere un minimo di controllo dall’alto? Trovo inevitabile che un soggetto politico che alle Regionali ha raccolto tra il 7 e l’8% metta delle persone di sua fiducia in ruoli importanti.

Non vede, quindi, un problema di “democrazia” all’interno del partito?
Il problema c’è, Favia ha ragione. Ma chiediamoci anche: che tasso di democrazia deve avere un partito? Confrontato ai partiti tradizionali (Pd, Pdl, Udc), il MoVimento 5 Stelle è molto più democratico.

Sulla base di cosa lo dice?
Sul fatto che gli eletti del MoVimento vengono giudicati ogni 6 mesi in un’assemblea pubblica. Loro, cioè, incontrano i cittadini, i quali possono confermare o togliere la loro fiducia al proprio rappresentante. Può darsi che Casaleggio ne abbia sistemato qualcuno, ma anche questi sono soggetti possono essere sfiduciati.

Una cosa impensabile per gli altri partiti.
Sì, pensi se una cosa del genere la facesse la Bindi. I nostri partiti, invece, fanno il buono e il cattivo tempo e non hanno rispetto per i cittadini. Un esempio lampante è la questione del finanziamento pubblico ai partiti, annullato con un referendum abrogativo nel 1993 (con oltre il 90% dei voti espressi a favore), e reintrodotto, sotto un’altra voce, l’anno successivo. Nel MoVimento 5 Stelle gli stipendi sono tagliati dell’80%, e i candidati non accedono ai rimborsi elettorali.

Che idea si è fatto di Favia?
Favia è uno dei migliori del M5S. È uno dei più amati, i suoi sostenitori lo vorrebbero candidato premier nel 2013. Con l’uscita di ieri sera, ha posto delle questioni che Grillo deve affrontare.

Pensa che il MoVimento ne esca ridimensionato da questa storia e possa perdere consenso?
No. Il futuro di Grillo dipende tutto dai partiti tradizionali: se essi riescono, nei prossimi mesi, a far vedere ai cittadini di aver imparato la lezione, cioè si tagliano gli stipendi, rifiutano i privilegi, riducono vitalizi e auto blu, allora Grillo perderà voti. Se invece vanno avanti così, additandolo solo come un comico che fa anti-politica, Grillo è destinato a ottenere un gran successo. Roberto Weber dell’istituto di ricerca e sondaggi SWG ha detto che il MoVimento può arrivare oltre il 20%, e diventare così il secondo partito italiano.

Non crede che Grillo rappresenti l’anti-politica?
Io non trovo sia antipolitico chiedere di far rispettare la volontà dei cittadini, chiedere di scegliere i propri rappresentanti con una legge elettorale giusta e secondo il merito. Queste cose rappresentano un’altra politica. Mal che andrà Grillo sarà la risposta sbagliata a una domanda esatta.

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Informazioni su albertodimajo

Giornalista (lavora per il quotidiano Il Tempo). Appassionato di comunicazione politica e crostate. Laureato in Filosofia, ha scritto alcuni libri su MoVimento 5 Stelle, democrazia e casta. E' cultore della materia all'università Luiss.
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