La tentazione di Di Pietro: candidarsi con i 5 Stelle

Uno spettro s’aggira per il Parlamento. Nel 2013 Antonio Di Pietro potrebbe candidarsi, insieme con una pattuglia di fedelissimi, nelle liste del MoVimento 5 Stelle. Sembrerebbe un orizzonte fantapolitico ma sono giorni che nei corridoi di Montecitorio si sussurra «l’ultima strategia» dell’ex pm. Sarebbero stati proprio alcuni esponenti dell’Italia ddei Valori a rivelare il piano B di Di Pietro. Del resto la situazione dell’Idv è complicata. Il partito è stato «scaricato» dal Pd, che prevede un’intesa elettorale con Sel di Vendola. Poi, dopo le elezioni, i Democratici potrebbero raggiungere un accordo anche con l’Udc di Casini. Ma con l’ex pm, che ogni giorno «spara» accuse e provocazioni contro Monti e Napolitano, non è prevista alcuna trattativa.
Dunque in questo contesto, drammatico per l’Idv ma, in fin dei conti, nemmeno tanto lineare per il Pd (come si fa a pensare a una coesistenza tra il «montiano» Casini e l’«antimontiano» Vendola?) Di Pietro avrebbe ipotizzato di chiedere «ospitalità» al MoVimento 5 Stelle, a cui i sondaggi assegnano consensi pari al 20 per cento. Del resto non è stato proprio Di Pietro alle ultime elezioni europee a inserire nelle liste dell’Idv, come indipendenti, Sonia Alfano e Luigi De Magistris, che erano i due candidati sponsorizzati dal blog di Beppe Grillo?
Senza un patto con il M5S, l’Idv rischia grosso. Non si sa con quale legge elettorale si andrà a votare, tuttavia, il partito di Di Pietro potrebbe essere costretto a presentarsi da solo. Se poi venisse inserito nelle nuove regole elettorali uno sbarramento rilevante, allora l’Idv rischierebbe di scomparire. A questo punto, meglio tentare il tutto per tutto.
Si tratta di una strategia rilanciata anche da Mario Adinolfi, neodeputato del Pd, giornalista e blogger tenuto in buona considerazione (cosa rarissima) da Beppe Grillo. Adinolfi non usa mezzi termini: «Da quel che so io Di Pietro potrebbe non presentare l’Idv alle elezioni, candidando semplicemente se stesso e alcuni suoi esponenti nelle liste M5S, diventandone di fatto capogruppo in Parlamento e candidato premier». Secondo Adinolfi «l’annuncio dell’intesa arriverà solo sotto elezioni e comunque dopo che si sarà chiarita la trattativa sulla legge elettorale». C’è anche l’altro lato della medaglia: «Io considero una strategia del genere molto rischiosa per un’area riformista che punti al governo del Paese, annullerebbe i benefici dell’intesa con Vendola che perderebbe il novanta per cento dei suoi consensi a favore dell’alleanza Idv-M5S, imbattibile sul versante massimalista, antimontiano e antisistema». In effetti se si concretizzasse il presunto piano B di Di Pietro le carte si mischierebbero anche per i Democratici.
Per questo, secondo Adinolfi,«il Pd deve rispolverare la sua vocazione maggioritaria e sfidare Grillo e Di Pietro in campo aperto, rivendicando di aver salvato il Paese con il governo Monti, di aver fatto calare il sipario sulla stagione tragica del berlusconismo, di essere capace di un rinnovamento radicale. Bisogna rimodulare anche organizzativamente – osserva ancora il blogger – la campagna elettorale, dobbiamo essere partito-rete perché è in rete l’elettorato mobile che deciderà nelle ultime settimane di andare a votare. E noi dobbiamo chiedere all’Italia della rete frequentata da dieci milioni di elettori incerti se preferisce essere governata da un governo concreto e riformista con un programma molto dettagliato o da un governo confuso e massimalista con un programma disorganico e velleitario. Che ne penseranno Grillo e Casaleggio, i fondatori del M5S, «allergici» alle intese politiche e ai compromessi?

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Informazioni su albertodimajo

Giornalista (lavora per il quotidiano Il Tempo). Appassionato di comunicazione politica e crostate. Laureato in Filosofia, ha scritto alcuni libri su MoVimento 5 Stelle, democrazia e casta. E' cultore della materia all'università Luiss.
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Una risposta a La tentazione di Di Pietro: candidarsi con i 5 Stelle

  1. Il subentrante deputato Blogger e biscazziere Adinolfi sogna o meglio vaneggia causa calura.
    Non è vero che è tenuto in considerazione da Grillo come scrivete lo so perchè sono nel M5S dalla sua nascita. Non è vero che Di Pietro abbia mai pensato di candidarsi con il M5S quando ha un partito oggi del 6% . Adinolfi deve stare attento a quel che scrive se non vuole beccarsi qualche denuncia.

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