Se il Pd dà una mano a Grillo

Lui non va mai per il sottile, fa parte del personaggio. Attacca a testa bassa. Offende. Urla. Poi, soprattutto sul blog e negli spettacoli, ricostruisce fatti e scodella inchieste. Loro gli hanno detto che è un pifferaio, un demagogo, un populista e anche di peggio. In questa contesa tra Beppe Grillo e i politici l’ultima tegola caduta sul comico genovese riguarda una sua frase infelice nei confronti della presidente del Pd, Rosy Bindi. Criticando i Democratici, che hanno evitato di votare all’assemblea nazionale di pochi giorni fa su matrimoni gay e primarie, Grillo ha scritto un post piuttosto affilato, concluso con una frase di Sant’Agostino: «Ama e fa ciò che vuoi». Il comico ha ironizzato sulla riunione dei Democratici: «All’assemblea del pdmenoelle, il partito che vorrebbe governare l’Italia (non ridete per favore), si è discusso principalmente di un fatto che dovrebbe essere scontato, pacifico: le nozze gay e i diritti delle coppie omosessuali. Io sono favorevole al matrimonio tra persone dello stesso sesso, ognuno deve poter amare chi crede e vivere la propria vita con lui o con lei tutelato dalla legge. La Bindi, che problemi di convivenza con il vero amore non ne ha probabilmente mai avuti, ha negato persino la presentazione di un documento sull’unione civile tra gay. Vade retro Satana. Niente sesso, siamo pidimenoellini» ha scritto Grillo. Poi, ricordando che l’Italia è uno dei pochi Paesi a non avere una legge sulle unioni di fatto, ha affondato la stoccata: «Questi farisei, sepolcri imbiancati spruzzati di un rosso antico ormai stinto, pretendono di dettare le regole della morale. Una Bindi, un Bersani, un Rutelli. Quanti sono gay nel pdmenoelle e non lo dichiarano? Fate outing, vi farà bene. I vostri nomi sono già conosciuti. Non c’è nulla di male a essere gay. Fa invece schifo negare diritti sacrosanti per un pugno di voti».
Ovviamente ieri sulle frasi di Grillo è scoppiata la bufera, con <CF202>l’Unità </CF>che ha titolato in prima pagina «Grillo come Berlusconi». In effetti l’offesa alla Bindi ricorda quelle dell’ex premier. Ma se Grillo, piuttosto che un banale maschilista come lo descrivono, avesse una strategia? Il MoVimento 5 Stelle ha un potenziale di voti alle prossime elezioni politiche del 20 per cento. Lo dicono i sondaggi. Toglie consensi a tutti i partiti. In particolare proprio al Pd. Si capisce, dunque, che i Democratici puntino a farlo apparire come peggio (agli occhi dei loro elettori) non potrebbe essere: un Berlusconi.
In fondo gli fanno un favore. Rilanciando le sue tesi (quelle sì democratiche) nel proprio popolo e aprendogli una porticina anche in quello che guarda a destra. Dove le reazioni non sono state le stesse. Del resto anche le più discutibili battute del Cavaliere sono state ampiamente digerite, tollerate (e in molti casi apprezzate) dagli elettori che si sono ritrovati in quell’area politica. Che Grillo non abbia deciso di attaccare la Bindi non solo perché l’ha ritenuta responsabile del pasticcio moralistico all’assemblea del Pd ma anche per ottenere la scena e farsi dare del berlusconiano dal Pd? Un dubbio legittimo. In fondo avvalorato anche dalla soddisfazione che il comico genovese ha sempre mostrato per il paragone con Umberto Bossi «prima maniera», quello in canottiera «che diceva cose straordinarie».
Grillo leghista! L’hanno accusato spesso, non capendo. Ma il comico incassava. Voti. Nei comizi per le ultime amministrative si è soffermato spesso sulla Lega e i meriti del Senatùr «prima che entrasse nel sistema e il sistema è marcio».
Grillo non parla a caso. Il Pd rischia dunque ancora una volta di fare il gioco del suo avversario. Mentre tutti i Democratici gli danno addosso, Grillo può sperare legittimamente di conquistare altre simpatie sia a destra sia a sinistra. Anche perché tra una battuta sbagliata e la negazione di un dibattito c’è comunque una bella differenza.
«Pensavamo che, in fatto di volgarità e maschilismo, con Berlusconi si fosse toccato il fondo ed abbiamo invece scoperto che Grillo è capace di spingersi ancora più in basso. Le inqualificabili parole su Rosy Bindi, a cui va la mia solidarietà, sono l’espressione della peggiore e più violenta demagogia. È evidente che per il leader di M5S, ricercare spasmodicamente l’attenzione dei media con battute da bar conta molto di più del rispetto delle donne» ha detto Roberta Agostini, portavoce della Conferenza nazionale delle Donne del Partito Democratico. Grillo ringrazia.

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Informazioni su albertodimajo

Giornalista (lavora per il quotidiano Il Tempo). Appassionato di comunicazione politica e crostate. Laureato in Filosofia, ha scritto alcuni libri su MoVimento 5 Stelle, democrazia e casta. E' cultore della materia all'università Luiss.
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