Berlusconi cerca una donna. Per il 2013

Lo schema c’è. Berlusconi candidato premier per la sesta volta e accanto a lui, come vice, una donna. Per ora non si sa chi. Ma nel Pdl fioccano le ipotesi. «Comincia con la m di Milano. Marce…» scherza Alessandra Mussolini, visibilmente contenta del ritorno del Cavaliere. «Mar-ce-ga-glia» scandisce. Peccato che la ex presidente di Confindustria non sia mai stata tenera con Berlusconi. «Ma tutto cambia, secondo me sarebbe adatta», insiste la Mussolini. L’entusiasmo della deputata del Pdl è irrefrenabile: «Quando ha detto che si sarebbe ricandidato ho pensato “Finalmente”. Niente contro Alfano, per carità. È un cavallo da corsa frenato dalla crisi, che coinvolge anche gli altri partiti». Il ragionamento della Mussolini non fa una piega: «In questo momento dobbiamo fare il possibile per andare decentemente. I sondaggi e la gente vogliono Berlusconi, non possiamo fare diversamente. E poi non c’è nessuno di straordinario se non Silvio. Piuttosto che perdere malissimo alle prossime elezioni, meglio Berlusconi candidato». Sulla stessa linea Daniela Santanchè. L’ex sottosegretario, tra i fedelissimi del Cavaliere, dà l’identikit della donna che potrebbe stare accanto a Berlusconi in un ipotetico ticket alle Politiche del 2013: «Non deve essere una professionista della politica ma una che lavora, una madre, una che sia rappresentativa delle italiane. Inoltre serve una squadra di bravi, giovani o no, che pensino al bene del Paese e che non vedano la politica in termini di stipendio». Insomma, via libera all’idea di una vice di Berlusconi dopo tutti gli scandali (e i processi) che rincorrono da tempo l’ex premier. «Ci vuole un segnale forte, è finito il tempo delle Minetti – dice esplicitamente la Santanchè – Non mi interessano i giochi di Palazzo ma il sentire del nostro popolo, che vuole Berlusconi». Certo, ammette la Santanchè, un problema c’è nel non aver creato in 20 anni un’alternativa al Cavaliere ma, si riconsola, nel Pd non va meglio. «Dobbiamo prendere atto del nostro fallimento visto che non c’è nessuno in grado di avere la leadership dopo Silvio», conclude. La deputata Barbara Saltamartini vorrebbe invece le primarie e non il ticket: «A cosa servirebbe se si candidasse Berlusconi? Piuttosto, invece, le primarie avrebbero un effetto positivo anche sul partito. In ogni caso – propone – se passasse l’idea di schierare una donna vicino a Berlusconi, allora vorrei che fosse scelta con lo stesso metodo, le primarie». L’identikit di quella «giusta» è pronto: «Con le spalle larghe, forte di un’esperienza politica e amministrativa». Non solo: «Tutta la classe dirigente andrebbe scelta con il criterio del merito».
Dice sì al ticket Berlusconi-donna anche Beatrice Lorenzin, impegnata fin dal primo momento in Forza Italia: «Dovrebbe essere una donna della società civile, con esperienza e di alto profilo. Le primarie? Se si candida Berlusconi non servono. Certo, però, dobbiamo riflettere sull’assenza di leader, in Italia e in Europa, a destra e a sinistra».

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Informazioni su albertodimajo

Giornalista (lavora per il quotidiano Il Tempo). Appassionato di comunicazione politica e crostate. Laureato in Filosofia, ha scritto alcuni libri su MoVimento 5 Stelle, democrazia e casta. E' cultore della materia all'università Luiss.
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