Lavoro e dignità

Mi hanno sempre colpito i lavori manuali. Penso che abbia ragione Gramsci quando dice che homo sapiens e homo faber non si possono separare. Anche chi lavora con le mani è “intellettuale”. Peccato che spesso lo dimentichiamo e tendiamo a dividere i lavori in serie A e serie B. Mentre tutti hanno dignità. Penso anche che alcuni lavori siano classificati male. Il giornalista, ad esempio, è un mestiere e non una professione, un lavoro che ha a che fare più con l’artigianato (e dunque con le mani) che  con lo spirito (che ovviamente non può mancare). La professionalità, poi, è un altro capitolo. Il vecchio gestore di un ristorante nel centro storico di Roma, evidentemente contrariato dal modo di lavorare di alcuni camerieri, mi disse: “Vede, quelli non sono camerieri, sono portatori di piatti!”.

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Informazioni su albertodimajo

Giornalista (lavora per il quotidiano Il Tempo). Appassionato di comunicazione politica e crostate. Laureato in Filosofia, ha scritto alcuni libri su MoVimento 5 Stelle, democrazia e casta. E' cultore della materia all'università Luiss.
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