Giornalisti nelle stanze dei bottoni

Non mi piacciono i giornalisti che,  seguendo la politica da molto tempo, cadono vittime di un’illusione piuttosto insistente, quella di compartecipare in qualche modo al potere. E’ un’idea premoderna: la contiguità di due cose viene scambiata per un nesso causa-effetto. Il giornalista frequenta i potenti, dunque anch’egli è potente. La mentalità premoderna, descritta bene da Cassirer nelle Forme Simboliche, quella per cui una rondine va veramente primavera. Ammiro invece i giornalisti che, pur conoscendo e frequentando i politici, riescono a restare nel loro campo “mentale”, a non straripare in un futile e bugiardo amor proprio. Quelli che riescono a essere amici dei politici ma sempre più amici delle notizie.

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Informazioni su albertodimajo

Giornalista (lavora per il quotidiano Il Tempo). Appassionato di comunicazione politica e crostate. Laureato in Filosofia, ha scritto alcuni libri su MoVimento 5 Stelle, democrazia e casta. E' cultore della materia all'università Luiss.
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Una risposta a Giornalisti nelle stanze dei bottoni

  1. Marcello ha detto:

    Santoro, Gruber, Sassoli, Mazzucca, Colombo, Polito….

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